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Vinitaly, al padiglione Masaf confronto su gestione rischio in filiera vitivinicola

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(Adnkronos) – A Verona, nell’ambito di Vinitaly 2026, l’incontro ‘Gestione del rischio e credito: quali prospettive per la filiera vitivinicola verso la nuova Pac’, promosso da Ismea presso il Palaexpo Masaf. L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, operatori e stakeholder del settore sulle sfide e le opportunità legate alla gestione del rischio in agricoltura. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del presidente Ismea, Livio Proietti, seguiti dagli interventi introduttivi di Nicola Lasorsa (Ismea) e Andrea Stoppa, esperto senior di risk management presso organismi internazionali. Il dibattito, moderato da Camillo Zaccarini Bonelli (Ismea) ha visto la partecipazione di Massimiliano Giansanti (presidente Copa), Albano Agabiti (presidente Asnacodi), Gelsomina Vigliotti (vicepresidente Bei) e Giuseppe Blasi (capo Dipartimento Masaf), con le conclusioni affidate al direttore generale Ismea, Sergio Marchi. 

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come la viticoltura rappresenti in Italia il comparto agricolo più assicurato, con oltre 2 miliardi di euro di valori coperti. Tuttavia, la diffusione delle polizze resta limitata a circa il 10% delle aziende e a meno del 30% della superficie vitata, con forti squilibri territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno. I dati presentati hanno confermato l’elevata esposizione del settore ai rischi climatici – dagli stress idrici e termici agli eventi estremi come grandine, gelate e precipitazioni intense – fenomeni sempre più frequenti e impattanti sia sulla quantità sia sulla qualità delle produzioni. 

A livello europeo, secondo analisi Bei/fi-compass, le perdite medie annue legate a eventi climatici superano i 28 miliardi di euro e potrebbero arrivare a 40 miliardi entro il 2050, mentre gli eventi catastrofici potrebbero generare danni fino a 90 miliardi. In questo contesto, è emersa con forza la necessità di rafforzare un approccio integrato alla gestione del rischio su scala europea. Tra le principali direttrici condivise nel dibattito: il potenziamento della capacità finanziaria attraverso il ricorso al mercato dei capitali, lo sviluppo di strumenti innovativi, come le polizze parametriche, la creazione di pool assicurativi e riassicurativi a livello continentale. 

In ambito nazionale, è stato sottolineato il ruolo del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, guidato da Francesco Lollobrigida, nel rafforzamento degli strumenti di gestione del rischio, a partire dall’avvio operativo dell’Income Stabilisation Tool (Ist) per l’uva da vino previsto dal Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026. Centrale anche l’obiettivo di una maggiore integrazione tra assicurazioni, credito e altri strumenti di risk management. 

Nel corso del confronto è emerso come l’attuale contesto internazionale – segnato da shock multipli, rigidità dei costi, tensioni commerciali e cambiamenti nei consumi – renda ancora più strategico il tema della gestione del rischio per il futuro del comparto vitivinicolo. “Ed è proprio in questa direzione – ha sottolineato Giuseppe Blasi – che si stanno concentrando le energie negoziali a livello europeo sui tavoli in cui si discute della riforma della Pac post 2027, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di gestione del rischio a disposizione delle imprese, assicurando adeguati finanziamenti e prospettive di sviluppo poliennali”. 

Il settore vitivinicolo dimostra anche sul tema della gestione del rischio di essere all’avanguardia” ha dichiarato Sergio Marchi. “Su un valore della produzione di 14 miliardi il dato assicurato è di circa 2 miliardi di euro, quindi attorno al 15%, un valore superiore rispetto alla media nazionale. È chiaro che sulla gestione del rischio è necessario che, in primis, l’Europa faccia riflessioni e investimenti Importanti perché coi cambiamenti climatici e le nuove fitopatie è sempre più importante ampliare la platea degli assicurati e puntare sulla difesa attiva preventiva. In questo senso l’obiettivo europeo è di passare dagli attuali 28 miliardi assicurati ai 40 miliardi nei prossimi anni. Sarà anche importante far sì che, oltre agli shock di mercato, si possa intervenire anche sulle cosiddette catastrofali, dove l’Italia è all’avanguardia con il sistema mutualistico Agricat”. 

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