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VIDEO| Ditonellapiaga racconta il suo rapporto con la scuola: “La matematica? Cito Venditti, non sarà mai il mio mestiere”

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ROMA – “Qual era il mio rapporto a scuola con le materie scientifiche? Non vorrei citare la canzone di Antonello Venditti, però purtroppo la matematica non sarebbe mai potuta essere il mio mestiere”. Così la cantautrice Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, intervistata dalla Dire oggi a Roma in occasione dell’apertura di ‘Pulsar – Festival delle Stem 2026’, la manifestazione itinerante nata da un’idea di iliad e realizzata da Open. L’evento, patrocinato da Roma Capitale, è in corso presso gli spazi del Museo dell’Ara Pacis.

“Mi dispiace però non averla mai studiata bene- ha proseguito- forse non ho avuto i professori giusti, perché bisogna essere bravi a tramandare un valore e anche un modo di vedere o leggere una materia. Spesso la matematica è raccontata come qualcosa di molto difficile, invece è una materia molto affascinante, è una educazione al pensiero. Solo che l’ho scoperto troppo tardi e adesso per me è molto difficile avere un approccio con questa materia”. E se la scienza fosse una canzone, che genere sarebbe? “Probabilmente sarebbe musica classica- ha risposto la cantautrice alla Dire- ricca di note, di passaggi, di intensità, di dinamiche. Ma anche elettronica, forse…”.

Margherita Carducci ha quindi raccontato qual è il suo background scolastico e universitario: “Il mio background non è sicuramente scientifico, al liceo ho studiato lingue e poi successivamente mi sono iscritta al Dams, quindi nulla a che vedere con la matematica o con le materie scientifiche. Però lavoro con molte persone che invece hanno un background scientifico, dal producer che utilizza dei software ai musicisti che hanno a che fare con la musica a livello teorico, che sicuramente è molto legato alla matematica”.

Interpellata infine sulla forza delle donne in campo musicale, Ditonellapiaga ha detto: “Non so se abbiamo un ‘quid’ in più, penso che sia lo stesso degli uomini. Semplicemente, magari, ogni tanto ci viene data meno possibilità di esprimerlo. Ma leggendola in maniera positiva, credo che adesso siano stati fatti dei passi in avanti, che ci siano sempre più cantautrici e che questo ispirerà molte più cantautrici giovani. Penso che piano piano stiamo andando verso una parità- ha concluso- ma bisogna non dimenticarsene di questa cosa e pensare che tutto il lavoro sia stato fatto”.

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