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Strade sicure, il Sindacato Unico dei Militari: “Il Governo riveda i fondi, non siamo presidi simbolici”

PoliticaStrade sicure, il Sindacato Unico dei Militari: “Il Governo riveda i fondi, non siamo presidi simbolici”

ROMA – “Sembrerebbe che si vada sempre più verso la conferma dell’impiego dei militari a presidio dei siti sensibili nell’ambito dell’ormai nota operazione ‘Strade Sicure’ e dunque, ancora una volta, si assisterà alla totale disponibilità delle donne e degli uomini delle forze armate, da sempre pronti a rispondere a ogni esigenza del Paese, anche nell’assolvimento di compiti complementari alla natura originaria del loro ruolo istituzionale”. È quanto si legge in una nota del Sum, Sindacato Unico dei Militari.

“Un impiego che, ormai, si protrae da troppi anni benché nelle intenzioni originali avrebbe dovuto essere solamente temporaneo, senza però un reale adeguamento delle condizioni economiche, logistiche e operative: ciò non può più essere dato per scontato dalla parte politica e che vede, quale ultimo affronto, il mancato stanziamento di fondi per il personale militare impiegato per le Olimpiadi di ‘Milano-Cortina 2026- spiega il Sum- Ancora una volta, secondo il S.U.M., è doveroso ricordare i fondi per il compenso straordinario risultano, in tal caso, di straordinaria importanza nella retribuzione delle categorie che forniscono il grosso del personale per i compiti di sorveglianza ai siti sensibili”.

“A tal riguardo, ci si domanda che fine abbia fatto la proposta di creazione di due differenti fondi per il pagamento dei compensi per il lavoro straordinario, destinati al personale contrattualizzato e a quello dirigente- continua la nota- È inoltre urgente incrementare il benessere del personale impiegato in tali compiti, garantendo ai militari alloggi dignitosi, salubri e adeguati, con turni di riposo adeguati ed è altresì necessario stabilizzare i volontari, che da anni assicurano continuità operativa, attualmente senza certezze sul proprio futuro”.

“Inoltre- prosegue la nota del Sum- l’argomento dell’aumento degli stipendi torna – anche in questo caso – fortemente alla ribalta, poiché non sono più assolutamente proporzionati ai carichi di lavoro, ai rischi e alle responsabilità affidate al personale militare, soprattutto in vista dei grandi eventi internazionali, tra cui spiccano le ormai imminenti Olimpiadi di Milano-Cortina”.

“In tale ottica- conclude la nota- si chiede alla politica di rivedere – in senso ovviamente ampliativo – i fondi dedicati messi in legge di bilancio per il personale militare impiegato nei servizi di sicurezza e presidio, in modo da non renderli solamente ‘simbolici’ ma funzionali per garantire compensi adeguati al personale e una sistemazione logistico-alloggiativa dignitosa, allo stesso modo di come già accade per le forze di polizia. Il personale militare continuerà a fare la propria parte ma spetta ora alla politica nazionale dimostrare rispetto, responsabilità e concretezza, passando dalle parole ai fatti”.
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