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Spreco alimentare, il 37% degli italiani dimentica il cibo

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In frigo o in dispensa, solo il 23% programma i pasti settimanali
Roma, 4 feb. (askanews) – In Italia il cibo si butta con più facilità che in altri Paesi europei: il 37% dimentica il cibo in dispensa o in frigo, solo il 23% programma i pasti settimanali e il 75% non è in grado o non è disposto a rielaborare in modo creativo gli avanzi. E domani si celebra la dodicesima edizione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare per riflettere sui progressi compiuti nella lotta allo spreco e sulle sfide ancora da affrontare.
Gli italiani buttano mediamente nella pattumiera 683,3 grammi di cibo per persona alla settimana, valore in crescita del 46% rispetto all’anno precedente. Un dato che posiziona il Bel Paese tra i paesi meno virtuosi in Europa e che vede i connazionali più inclini a sprecare frutta, verdura e pane fresco, al Sud più che al Nord, nei comuni più piccoli rispetto alle grandi città e in famiglie senza figli. Il report evidenzia però come siano tuttavia le abitudini dei consumatori a contribuire, più di altro, allo spreco di cibo.
Per questo PlanEat, la startup nata per combattere lo spreco alimentare ha ideato un sistema di contatori, elaborati e certificati dal Dipartimento Economics and Management dell’Università di Pavia, aggiornati quotidianamente e automaticamente, grazie ad un algoritmo reimpostato, in base alle spese effettuate sul profilo personale dell’utente.
A livello aggregato, secondo l’ultima rilevazione fatta che somma tutte le spese effettuate sulla piattaforma dalla nascita a oggi, da privati e aziende, sono state 83 le tonnellate di cibo complessivamente “salvate” dalla pattumiera, il che equivale, in termini di risparmio di Co2, a 211 tonnellate di CO2, in termini di acqua a 48 milioni di litri di acqua non utilizzati e in termini di terreno a 915mila mq di terreno risparmiati per produrlo.
Le ricette vendute su PlanEat sono già nella esatta quantità necessaria per il numero di porzioni acquistate. A rendere possibile questo equilibrio è la digitalizzazione della cucina.
Dice Nicola Lamberti, fondatore di PlanEat: “ogni grammo di cibo salvato significa meno risorse sprecate e meno impatto ambientale. Il nostro modello si basa proprio su questo principio: grazie alla programmazione e all’uso intelligente delle materie prime, eliminiamo gli sprechi alla radice, garantendo qualità e sostenibilità”.

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