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Si riapre canale dialogo su giudici Consulta.Ipotesi Maria Alessandra Sandulli

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Si cerca intesa last minute in vista del voto di giovedì. Voci di telefonata Meloni-Schlein
Roma, 11 feb. (askanews) – La pratica sembrava finita nel dimenticatoio, troppo lontana l’ipotesi di un accordo in un clima di così forte tensione tra maggioranza e opposizione, soprattutto dopo il caso Almasri. Eppur si muove. In queste ore, infatti, si sarebbe riaperto un canale di dialogo per cercare di raggiungere una intesa last minute sui quattro giudici costituzionali mancanti in vista della convocazione del Parlamento in seduta comune già fissata per giovedì alle 9. Le voci di corridoio parlano di una telefonata diretta tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Al momento, viene spiegato da fonti sia di maggioranza che di opposizione, la quadra non è stata ancora trovata. Insomma, manca ancora il sigillo finale. Ma spunta il nome di un ‘tecnico’ che potrebbe avere il gradimento di tutti: si tratta di Maria Alessandra Sandulli, giurista e professore ordinario a Roma Tre, che già nel 2014 era finito nella rosa dei possibili candidati (anche in quel caso in una fase di stallo tra le forze politiche).
Sulla carta, tuttavia, manca ancora anche il nome in quota Forza Italia: tra i più accreditati c’è quello di Gennaro Terracciano, avvocato e prorettore dell’Università del Foro Italico ma pare essere ancora in pista anche Andrea Di Porto, docente all’Università La Sapienza di Roma, già avvocato di Silvio Berlusconi e di Fininvest. Partita chiusa da tempo, invece, in casa Fratelli d’Italia, che punta sul ‘padre’ del premierato Francesco Saverio Marini, mentre il Pd ormai ha deciso di convergere su Massimo Luciani, professore emerito di Diritto pubblico dell’Università La Sapienza di Roma.
Il tentativo di queste ore, dunque, è quello di evitare l’ennesima fumata nera o la sconvocazione della seduta come già accaduto le ultime due volte: il 23 e il 30 gennaio. L’ultima votazione, conclusasi con un nulla di fatto, si è tenuta ormai un mese fa, il 14 gennaio.
D’altra parte, a tutte le forze politiche è nota la sensibilità di Sergio Mattarella sul tema: già a luglio, in occasione della cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare e quando il giudice mancante era solo uno, il capo dello Stato aveva rivolto un monito sferzante “con garbo ma con determinazione” affinchè i partiti sanassero il vulnus e riportassero la Consulta al plenum.

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