di Viviana Astazi e Cristina Rossi
SANREMO (IMPERIA) – Li uniscono le origini sarde: Geppi Cucciari e Alessandro Mahmood sono i co-conduttori della quarta serata del Festival di Sanremo. ‘Abbandonati’ da Carlo Conti a inizio conferenza stampa- per l’incontro con il super ospite Roberto Benigni, hanno proseguito l’appuntamento quotidiano con i cronisti, rispondendo alle loro domande, a poche ore dal fischio di inizio sul palco dell’Ariston.
CUCCIARI: “SALUTARE GIORGIA MELONI? CON IL BRACCIO DI ELODIE”
Siparietto di Geppi Cucciari nella conferenza stampa, in vista della serata di oggi al Festival di Sanremo che la vedrà come co-conduttrice. La comica sarda, che affiancherà Carlo Conti sul palco insieme a Mahmood, ha risposto con una battuta a una giornalista che ha chiesto se avrebbe salutato la premier Giorgia Meloni: “Con il braccio di Elodie”, ha detto Cucciari, strappando una risata. Il riferimento è alla risposta che la cantante ha dato alcuni giorni fa a chi, in conferenza stampa, le ha chiesto se avrebbe mai votato per il partito della presidente del Consiglio. Elodie aveva detto: “Non lo farei neanche se mi tagliassero una mano”.
MAHMOOD: “CAPISCO TONY EFFE, QUANDO TI TOLGONO UNA PARTE DEL TUO ABITO..”
“Delle mie origini è rimasto quasi tutto. Cerco di stare vicino alle persone di sempre, ai miei amici; è importante proteggere la propria mente da una nuova vita rispetto a quella che ho vissuto fino ai 27 anni. Non credo di essere cambiato più di tanto. Sono felice di come sto”. Queste le parole con cui Alessandro Mahmood ha risposto a chi gli ha chiesto se e quanto è cambiato rispetto a prima del successo. Il cantante ha parlato nella conferenza stampa di oggi al Festival di Sanremo: staserà sarà sul palco dell’Ariston come co-conduttore al fianco di Carlo Conti.
Rispondendo ai cronisti, il cantante ha poi espresso solidarietà a Tony Effe per la vicenda della collana: “Quando ti tolgono una parte del tuo abito, che è il frutto della lavoro di settimane, è chiaro che ti tolgono serenità. Capisco la reazione di Tony Effe”.
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