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Sanita’. Umanizzazione delle cure, all’Università di Bari si presenta il manuale Sifo

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BARI – Un approccio sanitario e professionale differente ed innovativo, che tiene conto del bisogno (a volte sottaciuto ed inespresso) del paziente in cura e lo colloca nell’ambito di ‘umanizzazione’ delle terapie, è al centro delle giornate di studio ‘Personalizzazione, umanizzazione e qualità e percorsi di cura’ (17-18 settembre, Biblioteca dell’Ateneo, Università degli Studi Aldo Moro, Bari). L’iniziativa è proposta da Sifo come evento di presentazione ed approfondimento di una monografia specifica ideata e curato da Maria Ernestina Faggiano (presidente del Collegio dei Sindaci Sifo) e Daniela Scala (coordinatore Area Scientifico Culturale Informazione Scientifica, Counselling e Farmacia Narrativa), un Manuale che la società scientifica ha prodotto come “manuale di formazione all’ascolto” messo a disposizione dei farmacisti ospedalieri ed in particolare degli specializzandi sulla base delle categorie della farmacia narrativa.

FAGGIANO: NEL 2024 L’UMANIZZAZIONE DELLE CURE AVEVA SUSCITATO INTERESSE

Perchè un evento basato su questa pubblicazione? Quali sono gli speakers ed i contenuti rilevanti dell’appuntamento di Bari? Cosa si attende Sifo proponendo questa doppia giornata di studi? “L’iniziativa prende le mosse dal Congresso Sifo 2024- risponde Maria Ernestina Faggiano- dove il tema dell’umanizzazione delle cure aveva suscitato grande interesse, soprattutto fra gli specializzandi di farmacia ospedaliera. Da quel momento SIFO ha lavorato per produrre una monografia specifica che a Bari diventa occasione formativa e di confronto scientifico a tutto campo, con un approccio che integra tra loro le dimensioni clinica, pedagogica, comunicativa e organizzativa”. Pur avendo una forte valenza didattica per gli specializzandi della Ssfo, l’evento è aperto a un pubblico più ampio, e persegue l’obiettivo di mettere in luce aspetti della cura e della relazione con il paziente che spesso restano in secondo piano, ma che rappresentano la chiave per un’assistenza davvero completa e sostenibile. Nel corso della due giorni, introdotta dal direttore della Ssfo dell’Università di Bari, Domenico Tricarico e da Maria Ernestina Faggiano ed aperta dai saluti di Francesco Leonetti (direttore di Dipartimento di Farmacia-Scienze del Farmaco) e Davide Zanon (tesoriere Sifo), verranno presentati i contenuti della Monografia Sifo e messi in dialogo punti di vista differenti grazie alla lectio magistralis di Antonia Chiara Scardicchio (docente di Pedagogia generale e sociale, Università Aldo Moro, Bari), che richiamerà il valore dell’educazione all’umanizzazione delle cure e di Rosa Porfido (medico igienista ed esperta in sanità pubblica), che porterà l’esperienza organizzativa e gestionale della prossimità di cura. In questo contesto, il ruolo di Faggiano e Scala emerge non solo in qualità di responsabili scientifici della monografia, ma anche in qualità di promotrici di una cultura comunicativa e multidisciplinare innovativa che connette il sapere tecnico del farmacista con le competenze relazionali, pedagogiche e organizzative necessarie per rendere i percorsi di cura più inclusivi, efficaci e sostenibili.

FAGGIANO: RAFFORZARE LA FORMAZIONE DEI FUTURI FARMACISTI

Obiettivi della doppia giornata – che prevede anche comunicazioni sulle esperienze europee di personalizzazione delle cure e sul contributo che le tecnologie possono offrire all’umanizzazione della presa in carico – per Sifo sono, come dichiarato da Faggiano, “rafforzare la formazione dei futuri farmacisti su aspetti che vanno oltre la tecnica, valorizzando empatia, comunicazione, prossimità e sostenibilità; promuovere un approccio realmente interdisciplinare, in cui farmacisti, medici, pedagogisti e comunicatori possano convergere attorno al valore della centralità del paziente; contribuire a innovare i modelli organizzativi del Ssn, rendendoli più umani, inclusivi ed efficaci; coinvolgere anche un pubblico esterno al mondo SIFO, affinché la riflessione sulla qualità dei percorsi di cura diventi patrimonio condiviso della comunità accademica, sanitaria e civile”. Nella monografia gli autori affermano che “la relazione diretta con il paziente e con il team sanitario permette di personalizzare le terapie, garantire la sicurezza e instaurare un rapporto di fiducia che nessuna tecnologia può sostituire completamente”.

IL RUOLO DEL FARMACISTA OSPEDALIERO

Come comprendere questa affermazione? Risponde Daniela Scala: “Nell’attuale scenario ospedaliero, caratterizzato da tecnologie avanzate e da una crescente complessità organizzativa, la relazione diretta tra farmacista ospedaliero, paziente e team sanitario non è un elemento accessorio, ma un requisito essenziale. La personalizzazione delle terapie e la garanzia della sicurezza farmacologica dipendono in larga misura dalla qualità di questo legame umano. Il farmacista ospedaliero non è solo il custode delle terapie più appropriate o il garante della sicurezza dei farmaci: è anche un ponte tra scienza, persone e significati, un facilitatore di comunicazione ed un garante della coerenza terapeutica. In questo senso possiamo anche ricordare che le tecnologie più avanzate possono supportare il monitoraggio e la tracciabilità, ma non possono sostituire la comprensione empatica né la capacità di cogliere segnali deboli o bisogni impliciti”. “Siamo certi- conclude Daniela Scala- che la due giorni di studio di Bari offrirà nuovi elementi, contenuti e valori per ripensare e rifondare il rapporto tra farmacista ospedaliero e pazienti. Crediamo che la relazione con il paziente abbia non solo un valore etico, ma sia un fattore determinante di efficacia e protezione: un pilastro che integra scienza, comunicazione e cura personalizzata. Con questi presupposti crediamo che l’appuntamento sia un’occasione per lavorare insieme ai giovani farmacisti specializzandi offrendo criteri e strumenti per un’evoluzione qualitativa della nostra professione”.
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