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Sanità, la Lombardia rafforza la rete per la cura della sclerosi multipla

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MILANO – La Lombardia rafforza la governance sanitaria per la cura della sclerosi multipla con l’attivazione del Coresm, il tavolo tecnico di coordinamento regionale che mette in rete i centri specializzati e punta a rendere più omogenea la presa in carico dei pazienti su tutto il territorio. L’iniziativa è stata presentata oggi nella Sala del Gonfalone di Palazzo Pirelli durante un confronto promosso dalla rivista Italian Health Policy Brief con istituzioni, clinici, ricercatori e associazioni dei pazienti. In Lombardia le persone affette da sclerosi multipla sono oltre 23.000 e ogni anno si registrano circa 600 nuovi casi, numeri che evidenziano l’impatto sanitario e sociale della patologia. La regione dispone già di una rete capillare con più di 30 centri distribuiti sul territorio, una struttura clinica che consente di intercettare precocemente i bisogni di cura e accompagnare i pazienti lungo tutto il percorso della malattia.

ALPARONE: “RAFFORZIAMO IL MODELLO SANITARIO”

“Istituendo un organismo di coordinamento per la gestione della Sclerosi multipla rafforziamo un modello sanitario che punta sulla qualità, sull’integrazione e sulla capacità di fare rete- ha dichiarato Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanze della Regione Lombardia- mettere in connessione competenze già presenti sul territorio significa garantire ai cittadini affetti da sclerosi multipla risposte tempestive, appropriate e uniformi in tutta la regione. L’innovazione si configura come leva strategica per l’evoluzione del sistema, attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate, strumenti di data analytics e modelli organizzativi evoluti”.

SCURATI: “VERSO UNA PRESA IN CARICO MULTIDISCIPLINARE SEMPRE PIÙ STRUTTURATA E OMOGENEA”

Per la consigliera regionale Silvia Scurati “la sclerosi multipla rappresenta una sfida emblematica per l’efficienza della sanità pubblica e regionale. Disporre in Lombardia di uno strumento di governance capace di rafforzare la continuità assistenziale e l’aggiornamento costante delle opzioni terapeutiche costituisce un passaggio significativo verso una presa in carico multidisciplinare sempre più strutturata e omogenea”. Un’esigenza ribadita anche dalla consigliera regionale Lisa Noja, presidente dell’Intergruppo regionale Malattie rare, malattie neurodegenerative e neuroscienze: “In questo scenario epidemiologico è fondamentale disporre di strumenti di coordinamento capaci di ridurre la disomogeneità e assicurare pari accesso alle cure più avanzate. La governance non è un concetto astratto ma deve essere una leva concreta di equità e qualità dei servizi sanitari”.

FILIPPI: “ARMAMENTARIO TERAPEUTICO PER LA SCLEROSI MULTIPLA SI È AMPLIATO IN MANIERA SIGNIFICATIVA”

L’ampliamento delle terapie disponibili rende infatti sempre più necessario condividere criteri di appropriatezza e monitoraggio. “Negli ultimi anni l’armamentario terapeutico per la sclerosi multipla si è ampliato in maniera significativa- ha spiegato il professor Massimo Filippi, direttore delle Unità di Neurologia, Neurofisiologia e Neuroriabilitazione dell’Irccs San Raffaele- ciò comporta maggiori opportunità per i pazienti ma anche la necessità di condividere criteri di appropriatezza, monitoraggio e valutazione degli esiti terapeutici”. Il tavolo regionale punta così a diventare una piattaforma stabile di condivisione delle conoscenze e delle migliori pratiche cliniche, rafforzando il collegamento tra ospedale e territorio e favorendo l’accesso dei pazienti ai servizi più avanzati.

BANDIERA: “LE INNOVAZIONI SCIENTIFICHE SI TRADUCANO RAPIDAMENTE IN BENEFICI CONCRETI”

“È essenziale che le innovazioni scientifiche si traducano rapidamente in benefici concreti per le persone con la sclerosi multipla- ha sottolineato Paolo Bandiera, direttore Affari generali e relazioni istituzionali di Aism- un tavolo tecnico di coordinamento regionale può facilitare questo processo promuovendo modelli organizzativi che integrino ricerca, presa in cura neurologica e riabilitativa e percorsi assistenziali con attenzione costante alla qualità della vita”. Con l’entrata a regime del Coresm, la Lombardia punta quindi a consolidare un modello di presa in carico sempre più coordinato, innovativo e orientato agli esiti, in cui governance e organizzazione diventano leve centrali per rafforzare la risposta sanitaria a una patologia in crescita.
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