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Rita Pavone: l’energia senza tempo

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Continua la programmazione della XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate mercoledì 12 agosto alle ore 21.15 nel chiostro di San Francesco con lo spettacolo della cantante torinese “Un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”, che ripercorrerà i 64 anni della sua carriera. Nel pomeriggio appuntamento alle ore 18, nel Cortile di Palazzo Ducale, con Suor Francesca Zambelli sulle Sorores Damianite nell’Abruzzo Aquilano

Prosegue, con sempre maggior seguito, la XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, che vede una prima esecuzione mondiale nel cartellone firmato dal Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli e realizzato grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con laSinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi.

Il Festival di Mezza Estate diventa così un crocevia sonoro, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci.

La tredicesima giornata del Festival inizierà alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale, con un incontro con Suor Francesca Zambelli dal titolo “Su Sorores Damianite nell’Abruzzo Aquilano”.

La suora ci guiderà in una fitta rete di dati e date, luoghi e persone per ricostruire la genesi e lo sviluppo di ogni singolo cenobio, di clarisse dedite a San Damiano, mostrando come la maggior parte delle fondazioni si collochi durante la dominazione sveva, in particolare nelle province francescane di Terra di Lavoro e di Penne durante i pontificati di Gregorio IX, Innocenzo IV e Alessandro IV. La più antica in Abruzzo è quella di San Pietro de Molito a Borgo San Pietro nel 1228 e si lega a quella di Santo Spirito a Salerno datata 1235.

C’è una forza della natura che sfida le leggi del tempo e le mode passeggere, quella forza si chiama Rita Pavone. Icona della musica italiana, eterna ragazza, ma soprattutto artista completa e mai paga dei traguardi raggiunti, torna ad accendere i riflettori dei palcoscenici con il suo nuovissimo show: “Un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”.

Il titolo, che cita ironicamente un celebre verso di Pierangelo Bertoli, è una perfetta dichiarazione d’intenti per il concerto che sarà ospite alle ore 21,15 del cartellone del Festival, nella cornice del Chiostro di San Lorenzo.

Non si tratta di una semplice operazione nostalgia o di un rassicurante amarcord, ma di un viaggio musicale audace e vibrante, che la cantante compirà insieme al chitarrista Riccardo Bertuzzi, autore anche delle reinterpretazioni acustiche dei propri brani, Fabio Gangi al pianoforte, David Cuomo alla batteria ed Ezio Rossi al basso.

Lo spettacolo porrà in luce la doppia anima dell’artista: da un lato la custodia di un patrimonio canoro eccezionale, dall’altro una fame inesauribile di sperimentazione e contemporaneità. Sul palco, Rita Pavone non risparmia un grammo della sua leggendaria energia.

Accompagnata dallo storico quartetto e immersa in una scenografia minimale, ma dall’impatto visivo moderno e dinamico, la cantante torinese ripercorrerà oltre sei decenni di carriera. Ci sono, immancabili, i grandi classici che hanno segnato la storia del costume italiano: La partita di pallone, Cuore, Il ballo del mattone, brani intramontabili che non verranno riproposti come cimeli da museo, ma riarrangiati con sonorità rock, funk e blues graffianti, capaci di conferire loro una freschezza sorprendente.

Rita Pavone è un fenomeno irripetibile nella storia del pop italiano: una figura travolgente che, nei primi anni ’60, ha ridefinito il concetto stesso di “giovane artista” ed energia scenica in Italia e all’estero. L’impatto della “Pel di carota” nazionale, soprannome nato dall’omonimo sceneggiato televisivo da lei interpretato, va ben oltre i successi di classifica dell’epoca.

Prima di Rita Pavone, la musica leggera italiana femminile era dominata da due modelli principali, la cantante melodica e rassicurante e le “urlatrici” o dive sofisticate come Mina o Milva. Rita Pavone rompe questo paradigma irrompendo sulla scena nel 1962, dopo la vittoria al Festival degli sconosciuti di Ariccia, con un’immagine del tutto inedita, androgina, minuta, priva di ammiccamenti seduttivi classici, ma dotata di un’energia vocale e fisica travolgente.

È stata la prima vera teen idol italiana, capace di parlare direttamente a una generazione di giovani che rivendicava un proprio spazio culturale e di consumo. Il suo contributo al pop si misura, infatti, in particolare attraverso il corpo e il suo linguaggio, in un’epoca in cui si cantava fermi davanti al microfono, Rita Pavone ballava, saltava e occupava lo spazio scenico con dinamismo elettrizzante, vestita con cravattino, camicie over, pantaloni e taglio corto rosso fuoco, un look anticonformista che ha scardinato i canoni di femminilità della TV in bianco e nero della Rai.

La Pavone ha portato in Italia sonorità aperte al rock ‘n’ roll, al twist e al pop americano, grazie anche agli arrangiamenti di maestri come Ennio Morricone e Luis Bacalov, creando un ponte tra Italia ed Estero, conquistando una reale proiezione internazionale negli anni ’60: negli Stati Uniti fu ospite per ben cinque volte del celeberrimo The Ed Sullivan Show, condividendo il palco con leggende come Duke Ellington e gli Animals.

L’eredità di Rita Pavone si riflette oggi su diverse generazioni di performer, da Raffaella Carrà, per la carica fisica e la padronanza del mezzo televisivo, a Donatella Rettore e Gianna Nannini, per l’attitudine grintosa, rock e fuori dagli schemi convenzionali. Accanto alle hit storiche, il nuovo spettacolo lascia ampio spazio alle produzioni più recenti, ai brani di ricerca e a cover internazionali inaspettate, in cui la voce di Rita Pavone graffia con la potenza e l’estensione di sempre.

La sua presenza scenica è ipnotica: tra un pezzo e l’altro, l’artista dialogherà con il pubblico con sincera autoironia, raccontando aneddoti inediti della sua vita straordinaria, dai primi successi da adolescente agli incontri con le star della musica mondiale. “Un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” sarà, così molto più di un concerto: una lezione di passione, longevità e rispetto per l’arte dello spettacolo.

Rita Pavone dimostra che la vera giovinezza è solo uno stato mentale e che il futuro appartiene a chi continua ad avere il coraggio di sognare e di mettersi in gioco.

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