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“Prova d’autore” per Mario Biondi che canta in italiano il suo soul-jazz

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“Mi fa essere più trasparente e più sicuro di me”

Milano, 8 apr. (askanews) – A 20 anni di distanza dal grande successo ottenuto con “This is What You Are” e dell’album “Handful of Soul” Mario Biondi esce con “Prova d’autore” (Sony Music in collaborazione con The Orchard) il suo primo album in italiano di cui è anche autore, compositore, produttore e arrangiatore.”E’ un progetto di lunga gestazione, molto ponderato con tempi forse anche molto dilatati rispetto a quello che deve essere la realizzazione di un progetto, alcuni brani hanno addirittura 20-25 anni. Canto in italiano perché avevo un forte desiderio di esprimermi nella mia lingua madre che mi concede anche essere un po’ più trasparente, più sicuro di me, perché non sono madrelingua inglese, molto spesso devo necessariamente trovare dei supporti esterni. In questo caso, invece è proprio una hand made, una mano fatto, senza troppe divagazioni”.La voce italiana più calda e riconoscibile del soul-jazz trae ispirazione dalla sua vita e dalla sua famiglia, 10 figli e un nipote. Proprio dal rapporto con loro nasce la speranza.”Beh, sicuramente loro sono la speranza sempre, sia i grandi che i più piccoli, nei loro occhi trovo sempre l’energia giusta, loro abbracci, nella loro modalità di chiamarmi ma ripeto sia dai piccoli che dei grandi, certi piccoli sono tenerissimi, hanno un’energia unica ma anche i grandi quando poi cominciano a maturare, a trovare un equilibrio anche con se stessi”.La carriera del crooner lo ha portato a fare concerti in tutta Europa e nel mondo, con un record di 50 Paesi in cui si è esibito, e con certificazioni Oro e Platino dei suoi album. Ora inizia una nuova lunghissima tournee nei teatri e all’aperto, sempre partendo dal cuore.”Tanta emotività, tanto impegno e con gli anni anche un po’ di sacrificio in più perché le tournee così dense sono anche un dispendio di energia fisica piuttosto importante”. Aveva proposto un brano per Sanremo che non è stato scelto ma ha comunque spaccato sul palco dell’Ariston nella serata dei duetti ospite di Sayf con Alex Britti portando sul palco la cover di Ray Charles “Hit the Road Jack”.”Un piccolo dispiacere all’inizio quando non mi hanno previsto, ma poi devo dire che Carlo è stato veramente molto grazioso nel volermi a Saremo come Ospite per Sayf. Quando l’ho incontrato mi ha detto hai visto che comunque ci siamo trovati qui. Una cosa che ho apprezzato molto”.Chissà che in futuro non arrivino altre collaborazioni con il giovane Sayf che è stata la vera rivelazione del Festival. “Ho una buona considerazione di questo ragazzo, ha un bello sguardo, ha una bella sensibilità, è un ragazzo che si mette in discussione, è un ragazzo che studia tanto, che si impegna, che sta realizzando delle belle cose”.

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