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Potere e coscienza, un convegno alla ricerca dell’equilibrio

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Promosso da Bistoncini Partners, ospiti Ravasi, Freni, Gentiloni

Roma, 18 mag. (askanews) – Politica, economia e responsabilità morale al centro di un confronto, che si è tenuto all’Istituto Luigi Sturzo di Roma. Nel corso dell’evento, intitolato “Tra potere e coscienza: politica, economia e responsabilità morale in un mondo instabile” e promosso da Bistoncini Partners in collaborazione con il Cortile dei Gentili, è stato affrontato il tema del rapporto tra etica, decisione e sostenibilità in una fase segnata da instabilità geopolitiche, trasformazioni economiche e tensioni sociali.”Uno dei problemi fondamentali nei quali noi siamo coinvolti, qualche volta anche travolti – ha spiegato ad askanews il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e fondatore del Cortile dei Gentili – è proprio una amoralità. Non c’è propriamente una immoralità brutale, come avveniva in certi momenti, in quei in molti casi c’è ancora, però non è così generalizzata. Pensiamo la guerra mondiale, adesso sono guerre parziali, ma l’amoralità è l’indifferenza totale dal punto di vista etico, cioè siamo come in una specie di nebbia in cui non c’è più la distinzione netta tra bene e male, tra vero, falso, giusto e ingiusto. Ed è per questo motivo che allora lentamente si va alla deriva”. Tra gli ospiti anche l’ex presidente del Consiglio e già commissario europeo Paolo Gentiloni, che è partito dall’idea di ottimismo. “La parola ottimismo – ha detto – non mi piace, perché penso che il compito di chi ha responsabilità pubbliche, politiche o economiche, sia quello di alimentare la speranza, più che essere ottimisti o pessimisti. Fa parte della responsabilità di chi ha un ruolo pubblico”.Sul palco anche il sottosegretario all’Economia Federico Freni, che ha indicato come nodo centrale la difficoltà di coordinare gli interessi particolari dei gruppi parlamentari con l’interesse generale. “La politica – ha aggiunto – tende a perdere progressivamente quel ruolo maieutico e di guida che ha sempre avuto nella visione tradizionale, classica e platonica, della politica per acquisire un ruolo di non spettatore del fenomeno ma sicuramente di gregario del fenomeno”.In generale il tema che è emerso riguarda la relazione da recuperare tra potere e coscienza, alla ricerca di un equilibrio che deve rimanere al centro dell’attenzione e degli obiettivi della collettività.

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