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Mps-Mediobanca: via libera alla fusione, concambio fissato a 2,45 azioni

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Milano, 10 mar. (askanews) – Approvato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps: il rapporto di cambio è stato fissato in 2,45 azioni del Monte per ciascuna azione di Piazzetta Cuccia. L’operazione sarà sottoposto all’approvazione delle assemblee straordinarie degli azionisti delle due banche, subordinatamente al rilascio delle autorizzazioni, e si prevede che divenga efficace entro la fine del 2026.

Il concambio, che tiene conto della distribuzione dei dividendi relativi all’esercizio 2025 di Mps e di Mediobanca, è superiore alle attese degli analisti ed è migliore rispetto alle 2,3 azioni offerte inizialmente dal Monte lo scorso anno nell’ambito dell’Ops (offerta poi rivista al rialzo tenuto conto dei dividendi con l’aggiunta di una componente cash).

La fusione, sottolinea Mps, “è coerente” con gli indirizzi del piano industriale 2026-30 approvato a fine febbraio e, insieme alle operazioni di riorganizzazione, consentirà di dare piena attuazione al perseguimento degli obiettivi industriali e finanziari e delle sinergie industriali, pari a circa 0,7 miliardi, previsti dal piano e già comunicati da Mps al fine di massimizzare la creazione di valore a beneficio di tutti gli azionisti. Confermato l’assetto della business combination che prevede l’assegnazione delle attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta in favore di una società non quotata posseduta al 100% da Mps, che assumerà la denominazione di Mediobanca Spa, a cui sarà trasferita anche la partecipazione in Assicurazioni Generali.

Prevista, inoltre, l’integrazione industriale delle reti di consulenti finanziari e delle attività retail e affluent wealth management di Mediobanca Premier e Banca Widiba (la quale assumerà una nuova denominazione sociale che anch’essa includerà il brand Mediobanca). Le operazioni di riorganizzazione – sottolinea Mps – verranno definite in ogni loro aspetto e saranno sottoposte all’approvazione dei competenti organi sociali delle società interessate.

Infine, assumendo che l’attuale assetto proprietario di Mps e di Mediobanca rimanga invariato tra oggi e la data di efficacia della fusione e tenuto conto del rapporto di cambio, ad esito dell’operazione l’assetto del capitale sociale del gruppo Mps sarà il seguente: Delfin al 16,1%, gruppo Francesco Gaetano Caltagirone al 9,4%, Blackrock al 4,6%, Mef al 4,5%, Banco Bpm al 3,4%,

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