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Malagò: “Roma vive ancora dell’eredità delle Olimpiadi del 1960″

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Roma, 10 set. (askanews) – “Qui a Roma ancora viviamo, sotto il profilo dell’impiantistica, al 100% dell’eredità del 1960”. Lo ha detto il presidente della Figc ed ex numero uno di Milano-Cortina, Giovanni Malagò, intervenendo agli “Stati generali degli Eventi” a Roma.

Malagò ha raccontato un aneddoto legato alle Olimpiadi del 1960: “Si diceva che Ciampino non sarebbe bastato come aeroporto e così, nel bid dell’epoca, si costruì l’idea di un nuovo aeroporto, pronto per Roma ’60. Dopo una corsa contro il tempo fu inaugurato Fiumicino, alla presenza del Capo dello Stato, del Santo Padre, del sindaco dell’epoca, del presidente del Cio e del numero uno del comitato organizzatore, un giovanissimo Giulio Andreotti. Durante le Olimpiadi, però, si atterrò solo a Ciampino perché non c’erano le certificazioni e bisognava completare i lavori. Ce la siamo cavata in qualche modo”.

“Oggi Roma ha il migliore aeroporto d’Europa da nove anni – ha aggiunto -. Senza le Olimpiadi del ’60 non so quale sarebbe stata la storia aeroportuale della città e del sistema Paese”.

Parlando più in generale dei grandi eventi, Malagò ha sottolineato quanto sia difficile prevedere tutte le variabili: “Quando si parla di eventi, pianifichi tutto ma le variabili di ogni tipo sono sistematicamente presenti. Oggi l’Italia inaugura a Napoli, a piazza del Plebiscito, con tribune montate e il Presidente della Repubblica, l’Europeo di volley maschile, ma fino a ieri non si sapeva se ci fossero le condizioni indispensabili, per umidità e rischio pioggia, per poter giocare”.

Il riferimento è poi a Milano-Cortina: “È stato un successo strepitoso, ma ci è andato tutto bene. Le prove della cerimonia non si sono fatte perché c’era una grandinata. Lo scenario in montagna, nei vari eventi, 20 giorni prima era un disastro, tra il grigio e il verde bruciato, ma poi sono arrivati sette-otto giorni di neve. Fortuna”.

“Io mi occupo di grandi eventi legati allo sport e qualcuno non è andato bene, perché non è mai cominciato come le Olimpiadi a Roma”, ha concluso Malagò.

Tornando al calcio, senza entrare nella vicenda Infantino, Malagò ha parlato dello spettacolo del Mondiale e delle nuove regole: “C’è stata una formidabile volontà di integrare qualcosa di industriale allo spettacolo sportivo. Lo spot più caro in assoluto è quello durante l’intervallo del Super Bowl e hanno seguito questa scia. I puristi non l’hanno vista bene, ma i dati di audience, share e pubblico dei giovani l’hanno vista positivamente. Poi sono state cambiate alcune regole del calcio che sono state azzeccate e anche in Italia le abbiamo adottate e hanno fatto sì che lo spettacolo sia migliorato”.

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