ROMA – I dazi usati come arma di ricatto commerciale e diplomatico. Trump li usa a piacimento e stavolta l’Europa si ritrova con pochissime carte da giocare per contrastarlo, senza subire conseguenze finanziariamente devastanti. I leader europei resistono all’idea di accettare l’acquisizione forzata di un territorio autonomo controllato dalla Danimarca, membro sia della NATO che dell’Unione Europea. Ma l’ossessione di Trump per il possesso dell’isola e la sua retorica sempre più insistente stanno polverizzando le speranze europee che la pacificazione e il dialogo possano funzionare. Di fronte alla realtà che un compromesso negoziato è sempre meno probabile, gli europei stanno ora cercando disperatamente di capire come rispondere alla campagna di pressione di Trump.
A poche ore dalla pubblicazione del post-minaccia di Trump, i membri del Parlamento europeo hanno annunciato che congeleranno la ratifica dell’accordo commerciale siglato la scorsa estate da Trump e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. E i membri del Parlamento europeo chiedono apertamente ritorsioni commerciali. Sul tavolo c’è l’arma commerciale finale, soprannominata per la sua dirompenza “bazooka”.
Si tratta di una contromisura creata appositamente per difendersi dalla coercizione politica in modo rapido e deciso e, mentre le minacce di Trump si facevano sempre più concrete, molti politici sostengono che questo sia il momento di usarla. Lo strumento – ufficialmente chiamato “strumento anti-coercizione”, Anti-Coercion Instrument (ACI) – potrebbe essere utilizzato per imporre limitazioni alle grandi aziende tecnologiche americane o ad altri fornitori di servizi che svolgono grandi affari nel continente. Ma il suo utilizzo aumenterebbe drasticamente le tensioni transatlantiche.
Questo #AntiCoercionInstrument fu proposto dalla Commissione nel 2021 e adottato nel 2023. Serve a rispondere a chi usa misure economiche per imporre scelte contrarie a interessi vitali europei. Se non ora quando? https://t.co/u35X9waPOX
— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) January 18, 2026
Il “bazooka” esiste dal 2021, ma finora non è mai stato utilizzato. I leader europei sperano ancora di riuscire a trovare una soluzione. Von der Leyen ha adottato un tono accomodante: “Il dialogo resta essenziale e ci impegniamo a proseguire il processo avviato già la scorsa settimana tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti”, ha scritto sui social. Ma ha anche avvertito che i dazi potrebbero “rischiare di innescare una pericolosa spirale discendente”.
Sabato sera, il presidente francese Emmanuel Macron ha scritto sui social media che “nessuna intimidazione o minaccia ci influenzerà”. Ulf Kristersson, primo ministro svedese, ha scritto che “non ci lasceremo ricattare”. Persino Keir Starmer e Giorgia Meloni, i due leader europei più vicini a Trump, hanno definito la mossa tariffaria di Trump “completamente sbagliata”.
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