ROMA – Si chiama “Subjektiv” ed è un’app di vendita di opere d’arte che vuole essere accessibile a chiunque. La prospettiva è internazionale e, di recente, il quotidiano inglese “The Times” le ha dedicato un servizio: tra le sue particolarità c’è il fatto di essere animata da tanti autori ucraini, ostaggio della guerra, in una fase cruciale per il loro Paese.
L’APP, COME FUNZIONA
Nell’articolo si ricostruiscono il funzionamento e le caratteristiche dell’applicazione.”Dopo aver creato un profilo, si ottiene una sequenza temporale in cui si vede un feed costantemente aggiornato di opere d’arte caricate direttamente da artisti e gallerie” riferisce “The Times”. “Puoi navigare per mezzo (pittura, disegno, fotografia), tema, come l’umore del ‘Solstizio d’estate’ (‘giocoso’, ‘erotico’, ‘oscuro’, ‘fortificante’) o semplicemente per prezzo”. I costi vanno da alcune centinaia di euro fino a circa 10.000 euro, con una media di circa 1.300 euro.
KATERYNA L’IDEATRICE DI SUBJEKTIV, CHI È
Subjektiv è stata fondata da Kateryna Serdiuk. Quando c’è stata l’offensiva militare della Russia, nel 2022, lavorava nella finanza a Londra per il gruppo bancario Ubs. Allo stesso tempo, aiutava il ministero della Salute ucraino ad automatizzare il suo sistema di approvvigionamento medico. Non aveva invece alcuna competenza specifica nell’arte. “Vengo dall’Ucraina orientale, da una zona molto industriale” ha raccontato Serdiuk a “The Times”, parlando dal suo appartamento di Kiev, con un dipinto di un leopardo con testa d’uomo sul muro dietro di lei. “La mia famiglia non ha nulla a che fare con l’arte; io ho studiato finanza”.Del gruppo di lavoro di Subjektiv fa parte anche un’ex specialista della casa d’aste Christie’s. “Tra i disegni, i lavori a grafite di Oksana Duchenchuk sulla luce e il meteo in una foresta sono molto belli”, annota The Times, raccontando del catalogo dell’app, “mentre i curiosi disegni in stile cartoon di Sasha Luneva a matita colorata sembrano una ripresa surrealista delle litografie omaggio di Paul Colin a Josephine Baker degli anni ’20”.
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