E’ allarme per l’incremento dei costi energetici
Il conflitto in Medio Oriente sta influenzando notevolmente il settore metalmeccanico, con sei imprese su dieci che segnalano un impatto rilevante. Questo è quanto emerge da una ricerca condotta da Federmeccanica, che ha analizzato come le tensioni mediorientali stiano influenzando le operazioni aziendali.
Il 59% delle imprese intervistate percepisce effetti significativi dal conflitto, e tra queste, il 43% esprime preoccupazione riguardo alla possibile durata di tali effetti. Le ricadute più gravi si manifestano attraverso l’aumento dei costi di produzione, in particolare per l’energia, segnalato dal 27% dei partecipanti al sondaggio, e per le spese di trasporto e logistica, indicate dal 26%.
In termini di iniziative correttive, il 31% delle imprese ha iniziato a rivedere i contratti con clienti e fornitori, mentre il 26% sta cercando di variare i fornitori per ridurre i rischi. Il grado di incertezza rimane molto elevato: il 44% delle aziende afferma di non riuscire a fare previsioni affidabili per i prossimi mesi, mentre il 26% prevede un ulteriore deterioramento della situazione.
Riguardo all’aumento dei costi energetici, il 44% delle imprese interpellate ha espresso preoccupazione per le importanti ripercussioni sui margini operativi. Solo il 43% e il 7% ritiene che l’impatto sarà, rispettivamente, contenuto o trascurabile sull’operatività aziendale, mentre il 6% restante non è in grado di valutare l’effetto dell’aumento dei costi energetici.
Ciro Di Pietro


