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Drei (Fedagripesca): nessun cedimento su tutela Ig

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Roma, 16 apr. (askanews) – “Non bisogna cedere sulla tutela delle Indicazioni Geografiche che rappresentano per il nostro Paese un patrimonio economico e culturale inestimabile, oltre che l’immagine più alta del Made in Italy”: lo ha dichiarato il presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei intervenendo all’assemblea per i 70 anni del Consorzio del Grana Padano.

“Alla luce del delicato contesto internazionale – ha detto Drei – ritengo che il tema dei dazi non vada né esasperato né sottovalutato. È opportuno a mio avviso compiere un ragionamento più ampio rispetto al rapporto tra l’Italia e gli Usa, consapevoli che siamo di fronte ad un nuovo ‘disordine’ mondiale, con una vera e propria minaccia a quello che è stato finora l’equilibrio del commercio globale”. Diventa indispensabile pertanto, secondo il presidente di Fedagripesca “attrezzarsi al più presto per consentire alle nostre imprese di affrontare al meglio i diversi shock che si vanno a prefigurare, nel contesto internazionale come in quello nazionale”.

Di qui l’appello alle istituzioni. “Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere al nostro governo una serie di misure e di interventi che sostengano la competitività delle nostre imprese”, ha dichiarato Drei. Così come a livello comunitario “confidiamo nell’approccio più razionale e aperto dimostrato dal Commissario Ue Christophe Hansen, con il quale speriamo di aver archiviato definitivamente le politiche estremiste e ideologiche della passata Commissione”.

Alla luce delle sfide che l’agroalimentare deve affrontare, l’aggregazione e la concentrazione dell’offerta restano per il Presidente Drei delle leve fondamentali per riuscire a competere sui mercati. “Bisogna lavorare insieme e coordinati – ha proseguito – se vogliamo garantire un futuro al nostro tessuto produttivo. I 70 anni di successo del Consorzio di tutela del Grana Padano, che vede il 65% della produzione nelle mani della cooperazione, sono a tal riguardo un mirabile esempio”.

Un ultimo accenno è stato quello dedicato dal presidente della federazione agricola alle campagne denigratorie che, come per il vino, colpiscono anche la zootecnia. Si tratta di minacce che Drei considera “ancora più pericolose dei dazi, perché mettono a rischio le produzioni di origine animale, fondamentali per la tenuta del tessuto sociale ed economico del nostro Paese nonché parte del patrimonio culturale del nostro Paese”.

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