Roma, 16 mar. (askanews) – La premier giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato che sarebbe “legalmente difficile” per il Giappone ordinare operazioni di sicurezza marittima per scortare le navi nello stretto di Hormuz, dopo l’appello del presidente degli Stati uniti Donald Trump agli alleati affinché contribuiscano alla sicurezza della rotta energetica.
Intervenendo in Parlamento, Takaichi ha spiegato che Tokyo non ha ancora ricevuto una richiesta formale da parte di Washington: “Non siamo stati ancora ufficialmente interpellati, quindi è difficile commentare su una situazione ipotetica”. La premier ha precisato che il governo sta comunque esaminando le possibili opzioni. “Il governo giapponese sta attualmente valutando come adottare le misure necessarie”, ha dichiarato.
Per Takaichi l’invio di unità navali nello stretto incontrerebbe limiti giuridici rilevanti. Ordinare operazioni di sicurezza marittima per scortare le navi nello stretto di Hormuz sarebbe, ha sostenuto, “legalmente difficile”. E ha specificato: “Entro i limiti delle leggi giapponesi stiamo esaminando come possiamo proteggere le navi collegate al Giappone e la vita dei loro equipaggi, e cosa possiamo fare”, ha aggiunto la premier.
Takaichi ha inoltre indicato che la questione sarà affrontata anche nel vertice di questa settimana con il presidente degli Stati uniti: “Al vertice Giappone-Stati uniti approfondiremo le discussioni sulla questione iraniana e sulla situazione in Medio Oriente, così come sull’ambiente internazionale sempre più difficile, tenendo conto della posizione e delle opinioni del Giappone”.


