Le Associazioni Nazionali Commercialisti di Ancona e Pesaro lanciano un forte segnale di allarme sulla proposta di riforma dell’ordinamento professionale.
In una nota congiunta, esprimono “grande preoccupazione” per le posizioni del presidente de Nuccio e di alcuni rappresentanti del Consiglio Nazionale, accusati di insistere sulla rapida approvazione del testo senza considerare le legittime obiezioni avanzate da ordini territoriali, associazioni di categoria e casse di previdenza.
Secondo i rappresentanti marchigiani, la bozza attuale contiene norme che penalizzerebbero oltre 30mila colleghi e non introduce misure capaci di incidere concretamente sull’attività quotidiana degli iscritti.
“Il Consiglio Nazionale – aggiungono – sta trasformando la straordinaria occasione offerta dal Governo per ammodernare il sistema ordinistico in una battaglia personale e divisiva, a scapito della categoria”.
Al centro delle critiche, la scelta di concentrare l’intervento su una riorganizzazione delle competenze già svolte dai commercialisti, senza ampliare le attribuzioni riconosciute, e sull’ipotesi di modifica delle regole elettorali “a elezioni già avviate e a pochi mesi dalla scadenza del Consiglio nazionale”.
“La competizione elettorale – sottolineano le associazioni di Ancona e Pesaro – rappresenta un problema del Consiglio Nazionale, non degli iscritti”.
Da qui l’apprezzamento per lo stop deciso dal Governo, che viene interpretato come un’opportunità per riaprire un confronto reale.
“Pensiamo – concludono – che questa sia l’occasione per arrivare a una riforma condivisa, capace di ammodernare, semplificare e accrescere le attività dei commercialisti. Siamo pronti a collaborare con proposte concrete e invitiamo il Consiglio Nazionale ad avviare finalmente un dialogo vero e democratico”.


