Il Rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana
Nel mese di marzo 2026, la raccolta complessiva diretta, comprendente i depositi da parte della clientela residente e le obbligazioni, ha mostrato un incremento annuale del 2,6%, continuando la tendenza favorevole iniziata all’inizio del 2024 (+3,8% rispetto al mese precedente). Lo riporta il Rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana.
Sempre a marzo 2026, i depositi, nelle diverse modalità, sono aumentati del 2,7% rispetto all’anno precedente (+4,3% nel mese scorso), mentre la raccolta indiretta, ovvero gli investimenti in titoli detenuti dalle banche, ha visto un incremento di 78,8 miliardi tra febbraio 2025 e febbraio 2026 (30,2 miliardi per le famiglie, 15 miliardi per le imprese e il resto per altri settori, tra cui finanziare, assicurazioni e pubblica amministrazione). La raccolta a lungo e medio termine attraverso obbligazioni ha registrato una crescita dell’1,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+0,6% nel mese precedente).
“I risultati positivi della raccolta rimangono costanti dall’inizio del 2024”, ha evidenziato il vice direttore generale Gianfranco Torriero. “I tassi sui prestiti mostrano una riduzione, mentre quelli sui depositi e sulla raccolta si mantenendo stabili o con lievi aumenti. Pertanto, prima dell’impatto della crisi iraniana, il quadro evidenziava di certo un progresso per il mercato bancario italiano”.
Il tasso applicato ai nuovi depositi a termine fisso (quali i certificati di deposito e i depositi vincolati) continuando l’ABI, a marzo 2026 era fissato al 2,09%, invariato rispetto al mese precedente e superiore rispetto alla media dell’area euro, che nel mese di febbraio si registrava all’1,88%. Rispetto a giugno 2022, mese antecedente agli aumenti dei tassi da parte della BCE, quando il tasso era dello 0,29%, si è avuto un aumento di 180 punti base.
Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a marzo 2026 si attestava al 2,88%. Nel medesimo mese, il tasso medio per tutti i depositi (certificati di deposito, depositi di risparmio e conti correnti) era dello 0,65%, in aumento rispetto allo 0,64% di febbraio 2026 e allo 0,32% di giugno 2022.
Per quanto riguarda i conti correnti, privi di funzionalità d’investimento e che offrono molteplici servizi, a marzo 2026 il tasso era dello 0,28%, in crescita rispetto allo 0,27% di febbraio 2026 e allo 0,02% di giugno 2022.
Il margine (spread) relativo alle nuove operazioni (la differenza tra i tassi dei nuovi prestiti e quelli della nuova raccolta) con famiglie e compagnie non finanziarie a marzo 2026 era di 191 punti base.
Giovanni Lombardi Stronati


