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A Bologna postini in motorino sotto il sole senza protezione, l’Usb chiede un’ispezione alla Ausl

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BOLOGNA – Nessuna misura di protezione per chi consegna la posta sotto il solo cocente a Bologna: nessun stop nelle ore più calde, borracce termiche consegnate non a tutti i portalettere e mancata fornitura di abbigliamento adeguato alle temperature. La denuncia è di Usb, che dopo essersi rivolta direttamente a Poste Italiane “senza ricevere risposta”, ha attivato i servizi ispettivi dell’Ausl. “Abbiamo ricevuto in queste settimane segnalazioni da alcuni lavoratori di Poste Italiane in merito a rischi concreti per la salute e la sicurezza cui sono esposti, con particolare riferimento al tema dell’emergenza caldo. Nonostante la circolare regionale e le ordinanze pubbliche per le attività all’aperto nelle ore più calde, ci risulta che non siano state introdotte tutte le misure necessarie a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici”, denuncia il sindacato di base, che evidenzia in particolare la situazione dei portalettere, che lavorano sotto il sole con motomezzo, con turni compresi nella fascia 7-21, su mezzi privi di aria condizionata.

“Nessuna rimodulazione degli orari, pur in presenza della circolare regionale che vieta l’attività lavorativa all’aperto dalle 12.30 alle 16.30. A ciò si aggiunge il rischio di sanzioni disciplinari per chi non riesce a terminare le consegne e richieste pressanti di ricorso allo straordinario”, riferisce Usb, che segnala altre mancanze da parte di Poste, dalle borracce all’abbigliamento. “Riteniamo che rappresentino un grave rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori e riteniamo altresì grave l’assenza di misure preventive volte a contrastare le conseguenze da stress termico, nonostante le ordinanze pubbliche e le circolari che impongono di farlo”.Usb ha inviato nei giorni scorsi a Poste Italiane una segnalazione sulle carenze in termini di salute e sicurezza, “ma senza ricevere alcuna risposta e, di conseguenza, abbiamo attivato i servizi ispettivi dell’Ausl”, informa la sigla sindacale. “Riteniamo inaccettabile che Poste Italiane, su un tema come quello della salute e sicurezza dei lavoratori, si comporti come la peggiore delle multinazionali, ignorando quello che ormai anche l’Inail certifica: l’aumento degli stati di malessere dovuti a stress termico”, conclude Usb.
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